CULTURA MASSIMILIANO MIAZZO, L’ARTE DI DARE FORMA ALL’IMMAGINAZIONE
Da Casnate con Bernate alle esperienze internazionali: pittura, disegno, performance e insegnamento nel percorso di un artista che mette in relazione creatività e vita.
MASSIMILIANO MIAZZO, L’ARTE DI DARE FORMA ALL’IMMAGINAZIONE
Da Casnate con Bernate alle esperienze internazionali: pittura, disegno, performance e insegnamento nel percorso di un artista che mette in relazione creatività e vita.
di Vincenzo Amore
CASNATE CON BERNATE — Ci sono artisti il cui percorso merita di essere raccontato attraverso la varietà delle esperienze e la continuità del lavoro. Massimiliano Miazzo è uno di loro: pittore, disegnatore e autore di installazioni, ha sviluppato una ricerca che attraversa linguaggi diversi, mantenendo un forte interesse per la figura, il simbolo e l’immaginazione.
Nato a Milano nel 1963 e legato al territorio comasco, si è formato al liceo artistico Bernardino Luini di Cantù, approfondendo poi il monotipo, la pittura e il disegno alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Il suo curriculum documenta esposizioni in Italia e all’estero, con esperienze in Germania, negli Stati Uniti, in Canada e in Cina. È un cammino che unisce preparazione e apertura al confronto.
La presentazione della mostra «Le spine e la rosa», ospitata nel 2018 da The Art Company a Como e curata da Maria Proja de Santis, individua nel suo lavoro una componente espressionista: un segno energico, colori intensi e immagini dal significato simbolico. Al centro emergono la condizione umana, le inquietudini individuali e le tensioni della società. Una pittura che offre allo spettatore occasioni per riconoscere emozioni e interrogarsi sulla propria esperienza.
Anche il disegno a china occupa un posto significativo nella sua produzione. La personale milanese del 2011 alla Galleria 9 Colonne/SPE/Il Giorno presentava opere nelle quali figure e presenze si intrecciano in composizioni prevalentemente monocrome. Nella lettura critica di Valter Fabbri, riportata nella presentazione, questa ricchezza di segni assume una qualità narrativa: invita a osservare con attenzione, scoprendo relazioni e dettagli.
Una tappa importante è stata «Realtà, sogni, visioni», la personale allestita alla Pinacoteca civica di Como dal 21 gennaio al 2 febbraio 2020, sempre a cura di Maria Proja de Santis. L’esposizione riuniva opere attorno a tre temi: Le spine e la rosa, Dalla terra al cielo e Misteri del creato. Titoli che restituiscono bene l’ampiezza delle sue domande e l’incontro fra esperienza concreta e visione fantastica.
La pittura come incontro
Nel percorso di Miazzo, la creazione diventa anche un’esperienza condivisa con il pubblico. Le performance di live painting, nelle quali l’opera prende forma davanti agli spettatori, aprono un dialogo con musica, parole e altri linguaggi.
Un esempio documentato è l’omaggio a Emanuele Luzzati, organizzato nel febbraio 2019 dalla Libreria Plinio il Vecchio di Como: Miazzo partecipò con la pittura dal vivo, insieme al flauto di David Monge e alla fotografia d’arte di Giordano E. Sala. Il pubblico poteva così seguire il processo creativo nel suo svolgersi, cogliendo il rapporto tra gesto, ascolto e immagine.
La stessa disponibilità al confronto emerge nella collaborazione con la stilista Roberta Redaelli per la collezione «Spirito libero», presentata nel 2020. Miazzo realizzò appositamente disegni ispirati a cavalli e figure femminili alate. Il suo immaginario entrava così nel tessuto e nel movimento dell’abito, attraverso un progetto sviluppato insieme alla stilista. È un esempio concreto di come il disegno possa trovare nuove possibilità espressive nell’incontro con un altro mestiere creativo.
Il «Totem immaginifico» e la cura del patrimonio
Tra le realizzazioni più recenti spicca il «Totem immaginifico», raccontato da Prima Como nel maggio 2026 come un’opera creata e donata al Museo Bagatti Valsecchi di Milano.
Nato da un contatto con Giorgio Lodetti della Libreria Bocca e dal successivo incontro con il direttore del museo Antonio D’Amico, il lavoro trae ispirazione dalla storia della famiglia e dalle decorazioni della casa-museo. Figure umane, animali, piante e fiori ne animano i lati; elementi in vetro e un gioco di specchi introducono ulteriori possibilità di osservazione. Alla realizzazione delle parti in legno ha collaborato Andrea Maschietti.
Il totem è stato pensato anche per raccogliere donazioni destinate ai restauri delle opere del museo. La creazione artistica assume così una funzione di sostegno alla conservazione, mettendo il lavoro contemporaneo al servizio di un patrimonio da trasmettere.
Merita attenzione anche l’attività educativa. Il curriculum pubblicato dall’Istituto Comprensivo di Villa Guardia documenta laboratori creativi nelle scuole primarie del territorio; lo stesso istituto gli ha affidato un incarico come esperto per il progetto «Emozionarte». Trasmettere strumenti espressivi ai bambini è una parte importante del contributo che un artista può offrire alla comunità: aiutarli a osservare, sperimentare e trovare un linguaggio personale.
Rendere merito a Massimiliano Miazzo significa riconoscere questa capacità di portare l’arte in contesti differenti: nelle sale espositive, nei luoghi della cultura, nella moda e nella scuola. Il suo percorso mostra quanto lavoro possa nascere dalla curiosità e dalla disponibilità a collaborare.
Casnate con Bernate può riconoscere in lui una presenza culturale da conoscere e valorizzare: un artista che, attraverso il disegno e il colore, continua ad aprire occasioni d’incontro.
