CRONACA Assegno di frontiera, un incentivo per chi resta a lavorare in Italia
Immagine generata con l'AIUn’integrazione allo stipendio per chi vive nei comuni italiani al confine con la Svizzera e lavora in un’azienda della stessa fascia di frontiera
Assegno di frontiera, un incentivo per chi resta a lavorare in Italia
di Vincenzo Amore
COMO, 6 novembre 2026 – Un’integrazione allo stipendio per chi vive nei comuni italiani al confine con la Svizzera e lavora in un’azienda della stessa fascia di frontiera. È questo lo scopo del cosiddetto «assegno di frontiera», una misura che interessa da vicino le province di Como, Varese e Sondrio. L’obiettivo è aiutare le imprese locali a trattenere il personale qualificato, spesso attratto dalle retribuzioni più alte offerte oltreconfine.
Il 5 novembre la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto che disciplina l’impiego del fondo, istituito nel 2023. Il testo passa ora al Senato per il voto definitivo.
Per il 2026 e il 2027 il decreto prevede di ripartire le risorse tra Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano in base al numero di frontalieri residenti in ciascun territorio. Quel numero serve a calcolare la quota destinata a ogni amministrazione. A beneficiare dell’integrazione saranno invece i lavoratori che risiedono e sono occupati sul versante italiano del confine. Il voto della Camera, da solo, non stabilisce quanto riceverà ciascun dipendente né quando la somma arriverà in busta paga.
