CRONACA Rapine e aggressioni nel centro di Como: cinque giovani tra i 19 e i 30 anni colpiti da misure cautelari
Foto di BarbaraBonanno su PixabayCinque giovani, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, sono stati raggiunti da misure cautelari emesse dal GIP di Como su richiesta della Procura, con l'accusa di rapina, furto aggravato, tentata estorsione e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. Due di loro sono finiti in carcere, mentre per gli altri tre è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Como.
Cinque giovani, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, sono stati raggiunti da misure cautelari emesse dal GIP di Como su richiesta della Procura, al termine di un'attività investigativa condotta dai Carabinieri di Como. Le accuse a vario titolo nei loro confronti sono di rapina, furto aggravato, tentata estorsione e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. Quattro dei cinque indagati sono di origine nordafricana.
Nel dettaglio, un 25enne residente a Rovellasca e un 30enne residente a Cadorago sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere. Per gli altri tre giovani è stato disposto il divieto di dimora nell'intera provincia di Como.
Le indagini, avviate nel luglio scorso, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei cinque in relazione a tre rapine con aggressione e due furti, avvenuti tra marzo e luglio 2026. Alcuni di questi episodi si sono verificati di notte nel pieno centro di Como.
In particolare, è stata ricostruita una rapina avvenuta nella notte del 19 luglio 2026 nella zona del Monumento ai Caduti. Un passante, in compagnia della fidanzata e di alcuni amici, era stato aggredito da un gruppo di persone con calci e colpi, fino a essere scaraventato a terra. Durante l'aggressione gli erano stati sottratti il telefono cellulare, il portafoglio e una catenina d'oro strappata dal collo. Alla fidanzata era stato invece rubato lo smartphone. Le indagini hanno anche accertato l'utilizzo, poco dopo, delle carte di pagamento sottratte per effettuare acquisti in esercizi commerciali per un valore di poco più di 40 euro.
Un secondo episodio si è verificato nella notte del 24 luglio 2026 in piazza Volta, dove un uomo era stato aggredito da cinque giovani che, dietro minaccia, gli avevano sottratto un portacarte, il telefono cellulare e un paio di occhiali. Anche in questo caso, i presunti responsabili, identificati negli indagati, avevano effettuato acquisti in bar e altri esercizi del centro per un totale di 120 euro.
La terza rapina documentata ha visto un uomo accerchiato nella notte del 25 luglio, nei pressi del Tempio Voltiano, da tre persone che, dopo averlo fatto cadere a terra, lo avevano colpito ripetutamente con calci e utilizzato uno spray al peperoncino. Gli aggressori si erano impossessati del borsello della vittima, contenente un telefono cellulare, documenti personali e una carta di pagamento. La vittima aveva riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
Gli accertamenti hanno riguardato anche episodi di furto e tentata estorsione risalenti a marzo. In un caso, uno dei cinque indagati, in piazza Vittoria, avrebbe sottratto un telefono cellulare a un giovane, chiedendogli successivamente 60 euro per la restituzione tramite messaggi scambiati su Instagram. Lo stesso giovane è ritenuto responsabile anche della sottrazione di un altro smartphone nei pressi della stazione ferroviaria di Rovellasca-Manera.
L'identificazione dei presunti responsabili è stata possibile grazie all'acquisizione e all'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte dai Carabinieri. Gli elementi acquisiti hanno permesso di ricostruire i diversi episodi, individuare i presunti autori e delinearne i rispettivi ruoli, portando all'emissione delle cinque misure cautelari.
