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Tremezzo, il welfare del futuro tra sfide e alleanze: il convegno con Mauro Guerra

Foto di John_Bongard su Pixabay

A Tremezzo si è tenuto il convegno “Da Tremezzo al Futuro”, che ha visto la partecipazione di Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e presidente di ANCI Lombardia. L'evento ha ripercorso gli 80 anni del welfare italiano, partendo dal convegno internazionale del 1946 ospitato nello stesso Grand Hotel, e ha analizzato le sfide attuali e future del sistema sociale.

RO Redazione OCN 2 novembre 2026 alle ore 17:01

Tremezzo ha ospitato il convegno “Da Tremezzo al Futuro, 80 anni di Repubblica, e di welfare tra diritti, politiche e territorio”, tenutosi venerdì 30 ottobre presso il Grand Hotel. L'evento ha rievocato il convegno internazionale che nel 1946, nella stessa sede, pose le basi del welfare moderno e delle politiche sociali. Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e presidente di ANCI Lombardia, ha aperto i lavori ponendo l'accento sui bisogni attuali e sulle professionalità necessarie per costruire risposte concrete.

Guerra ha sottolineato la necessità di interpretare e costruire il sistema articolato delle responsabilità, definendo l'organizzazione, le professionalità da impiegare e le risorse da mettere in campo per rispondere alle esigenze odierne. Rifacendosi all'eredità del convegno del '46, ha espresso l'importanza di «tenere alta la tensione utopica perché questo ci può consentire di affrontare meglio la concretezza del presente».

Nel suo intervento, Guerra ha ringraziato ANCI Lombardia per l'organizzazione dell'evento, il Consiglio Regionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali e il Grand Hotel Tremezzo per l'ospitalità. L'obiettivo del convegno è stato ripartire dal significato dell'incontro del 1946 per confrontarsi con il presente e ragionare sulle prospettive future.

Guerra ha rievocato il contesto del 1946, quando, dopo il referendum di giugno che sancì la nascita della Repubblica, l'UNRRA (associazione delle Nazioni Unite per il soccorso e la riabilitazione) e il Ministero dell'assistenza postbellica si riunirono a Tremezzo. L'iniziativa mirava a fare il punto su come uscire dalle macerie della guerra e immaginare un futuro diverso. Il sindaco ha ipotizzato che la scelta di Tremezzo, anziché Milano, potesse essere un segno di rottura con il passato della dittatura e della guerra, considerando che negli ultimi anni del conflitto alcuni ministeri della Repubblica di Salò furono spostati in Tremezzina, e che qui si concluse il regime fascista con la fucilazione di Mussolini a Mezzegra.

Il tema centrale allora era la ripartenza e lo stato dell'assistenza in un mondo in evoluzione, che sembrava passare dal conflitto alla pace e alla cooperazione internazionale. Guerra ha osservato come oggi, per molti aspetti, la direzione sembri contraria, e l'evoluzione attuale sia caratterizzata da una velocità straordinaria che rende difficile trovare il filo conduttore. Il convegno del 1946 fu un evento straordinario, con tre settimane di lavoro, 55 relazioni e 33 raccomandazioni, che vide confrontarsi esperti, politici e rappresentanti di istituzioni italiane, europee e internazionali sul tema della ricostruzione del tessuto di coesione sociale e delle garanzie dei diritti.

Il convegno attuale ha voluto riprendere queste riflessioni, riportandole nella realtà che sta mutando rapidamente. La convinzione di allora era la necessità di passare da un regime di assistenza per i disagiati all'affermazione dei diritti sociali e di cittadinanza, indispensabili per la tenuta del tessuto sociale e per costruire una democrazia non solo formale. Guerra ha evidenziato che questo tema è ancora aperto, seppur in termini diversi, e che una delle maggiori sfide è recuperare condizioni che contrastino l'esplosione delle disuguaglianze e delle marginalità, promuovendo inclusione e tenuta del tessuto sociale come condizione per la qualità della vita e per la democrazia stessa, che oggi soffre e rischia seriamente.

La coesione sociale e il welfare sono considerati non solo infrastrutture indispensabili per la tenuta di un sistema democratico, ma anche essenziali per uno sviluppo sostenibile. Guerra ha citato la legge 328 del 2000, che ha riformato il sistema sociale del Paese superando la legge Crispi del 1890, affermando l'assistenza come diritto di cittadinanza e individuando i livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) e la costruzione degli Ambiti territoriali dei Piani di zona.

Riguardo alla situazione attuale dei comuni, che hanno in capo gran parte della responsabilità, Guerra ha fornito alcuni dati: i fabbisogni sociali riconosciuti ai comuni ammontano a poco meno di 5 miliardi di euro, mentre la spesa sociale effettiva supera i 9 miliardi di euro. Ha menzionato emergenze difficili da controllare, non solo dal punto di vista finanziario, come la partita dei minori, inclusi i minori stranieri non accompagnati e quelli affidati dall'autorità giudiziaria, e la necessità di assistenza speciale alla comunicazione e sostegno nelle scuole. Ha sottolineato che non si tratta solo di una questione finanziaria, ma anche di reperire, costruire e inventare risorse umane e professionali.

Solo per l'assistenza agli alunni con disabilità, i Comuni spendono 900 milioni all'anno, ricevendo dallo Stato e dalla Regione 300 milioni. Per gli affitti giudiziari, nel 2027 si prevede una spesa di 100 milioni, a fronte di una spesa effettiva di 530 milioni. Guerra ha avvertito del pericolo di fissare formalmente i LEPS senza costruire le condizioni per garantirli effettivamente. Per i Comuni, si tratta di creare le condizioni per raggiungere questi obiettivi.

Guerra ha ribadito che è necessario capire come interpretare e costruire il sistema articolato delle responsabilità, definendo l'organizzazione, le professionalità da far crescere e impiegare, e le risorse da mettere in campo per rispondere alle esigenze odierne. Ha concluso con una citazione di Emilio Sereni, allora Ministro dell'assistenza postbellica: «l'utopia di oggi sarà la politica di domani». Ha auspicato di «tenere alta la tensione utopica» per affrontare meglio la concretezza del presente, e che il convegno di Tremezzo non sia l'ultimo, ma che si possa strutturare un metodo per rendere il lavoro permanente e organizzato.

Il convegno si è concluso a Tremezzo il 31 ottobre 2026. Mauro Guerra, in chiusura dei lavori, ha affermato che «uguaglianza, costruzione della dignità sociale e salvaguardia dei diritti sono infrastrutture della democrazia. Perché dignità sociale, uguaglianza e garanzia dei diritti sociali danno corpo e sostanza alle regole formali della democrazia, le une sono indispensabili alle altre. Per questo il sistema dei servizi sociali diventa fondamento, cuore della tenuta e della manutenzione della democrazia». Ha aggiunto che la sfida dell'attuazione è ancora aperta, poiché non si è ancora riusciti a costruire un effettivo riconoscimento universale dei diritti sociali. Per andare in questa direzione, ha indicato tre elementi fondamentali: risorse finanziarie, organizzazione, relazioni istituzionali e risorse umane e professionali. Ha evidenziato che ciò interpella i Comuni sulla capacità amministrativa da costruire, sulle competenze da acquisire, sulla visione da avere e sulla volontà di collaborare, costruendo gestioni associate adeguate alla complessità delle sfide.

Guerra ha concluso affermando che «dal confronto emerso durante il convegno è arrivato un messaggio chiaro: abbiamo bisogno di una nuova alleanza tra istituzioni, professionisti, terzo settore, università e comunità locali per affrontare le sfide sociali del nostro tempo. Come nel dopoguerra fu possibile unire energie e culture diverse per ricostruire il Paese, oggi dobbiamo essere capaci di fare lo stesso contro la povertà e le nuove forme di esclusione. Continuiamo a credere che prendersi cura delle...»

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