POLITICA Fino Mornasco, sull'acqua servono risposte
la polemica non puo' sostituire i chiarimenti
Fino Mornasco, sull’acqua servono risposte: la polemica non può sostituire i chiarimenti
Tra calcare, addolcitori e segnalazioni sui social, il confronto solleva una domanda: quali risposte concrete vengono offerte ai cittadini?
di Vincenzo Amore
FINO MORNASCO — Quando si discute dell’acqua che entra nelle case, i cittadini meritano spiegazioni comprensibili, verifiche e interlocutori disponibili. È su questo terreno che dovrebbe misurarsi il confronto politico: sulla capacità di chiarire i problemi e indicare come affrontarli.
Nella seduta del Consiglio comunale del 29 ottobre 2026, si propone una lettura fortemente critica di alcuni interventi. L’assessore ai Lavori pubblici ed Ecologia Simone Passiatore richiama la scienza, medicina ed economia domestica che documentano con chiarezza il contenuto della contestazione politica.
Il passaggio più concreto riguarda il calcare e il ricorso a un addolcitore. Il Sindaco Roberto Fornasiero nel suo intervento riassume polemicamente la risposta con l’invito a comprarne uno.
La replica asserisce: «Per noi la fantascienza è chiedere ai cittadini di installare un addolcitore senza nemmeno prima fare le verifiche e segnalazioni al gestore».
È qui che il confronto merita di uscire dal sarcasmo e diventare una richiesta precisa di trasparenza. Quali verifiche sono state effettuate? Quali segnalazioni sono state trasmesse al gestore? Quali risposte sono arrivate? E, soprattutto, come possono i cittadini consultarle e comprenderle?
L’interrogazione non consente di stabilire se questi passaggi siano avvenuti oppure no. Proprio per questo, una risposta pubblica e documentata avrebbe più valore di qualsiasi contrapposizione.
Lo spostamento dell’attenzione: dall’acqua alle segnalazioni pubblicate dai cittadini sui social, tuttavia, una segnalazione non perde il diritto a essere esaminata perché compare su un social. Può essere inesatta, incompleta o espressa con toni discutibili; la risposta più convincente rimane una spiegazione circostanziata, accompagnata dall’indicazione dei canali attraverso cui chiedere accertamenti.
All’assessore e all’amministrazione finese va dunque rivolta una richiesta netta: chiarire il senso degli interventi contestati, rendere accessibili gli elementi su cui si fondano le rassicurazioni e spiegare quale percorso debba seguire chi segnala un problema. Allo stesso tempo, chi critica ha la responsabilità di riportare fedelmente le risposte e distinguerle dai propri commenti.
La questione che deve emergere è quella della chiarezza del rapporto tra istituzioni e cittadini.
Il Consiglio comunale è il luogo in cui una preoccupazione dovrebbe trovare ascolto e una domanda dovrebbe incontrare una risposta. La fiducia si costruisce così: spiegando, documentando e assumendosi la responsabilità delle proprie parole.
Sull’acqua, ai cittadini non basta sapere chi abbia avuto l’ultima battuta. Interessa sapere chi abbia dato una risposta.
