POLITICA Campione d’Italia, targhe ticinesi verso l’addio: 230 veicoli in attesa di regolarizzazione
la fine del 2026 è stata indicata dalle autorità cantonali come termine massimo per completare l’immatricolazione italiana
Campione d’Italia, targhe ticinesi verso l’addio: 230 veicoli in attesa di regolarizzazione
La scadenza di fine 2026 si avvicina. Il sindaco chiede procedure più rapide per il passaggio alle targhe italiane.
di Vincenzo Amore
CAMPIONE D’ITALIA – Per oltre duecento automobilisti campionesi, il cambio di targa rischia di diventare un percorso a ostacoli. Secondo quanto riferito dal sindaco Luca Frigerio, sono circa 230 i veicoli per i quali la regolarizzazione non risulta ancora completata. A complicare il passaggio alle targhe italiane sono soprattutto le procedure e i tempi necessari.
La vicenda nasce dal cambiamento del regime doganale: dal 1° gennaio 2020, Campione d’Italia è entrata nel territorio doganale dell’Unione europea. Un passaggio che ha modificato gli adempimenti nei rapporti con la Svizzera, incidendo sulla quotidianità dell’enclave.
Per i veicoli ancora muniti di targhe ticinesi, la fine del 2026 è stata indicata dalle autorità cantonali come termine massimo per completare l’immatricolazione italiana. La Sezione della circolazione Svizzera aveva già sollecitato nel luglio 2025 le autorità campionesi ad accompagnare gli ultimi residenti interessati nella conclusione delle pratiche.
Frigerio evidenzia la differenza rispetto al passato: prima era possibile procedere attraverso il trattamento dei veicoli come masserizie; oggi, spiega il sindaco, occorre affrontare l’iter completo, compreso il collaudo. Il Comune sta quindi cercando un’intesa con il Ministero dei Trasporti per accelerare le immatricolazioni. Il ritorno alla situazione precedente al 2020 resta invece una richiesta politica del primo cittadino, non una soluzione già approvata.
La questione merita una risposta concreta. Chiedere ai cittadini di regolarizzarsi significa anche metterli nelle condizioni di farlo, con indicazioni comprensibili e tempi compatibili con la scadenza. Per una comunità dalla collocazione geografica così particolare, il coordinamento fra amministrazioni italiane e svizzere deve tradursi in un servizio efficace. Altrimenti, a restare bloccati fra due sistemi saranno ancora una volta i cittadini.
