CRONACA Como, perquisizioni e sequestri per disordini pianificati via chat: 25 indagati, 21 minorenni
Questura di ComoLa Polizia di Stato ha eseguito perquisizioni delegate dalla Procura di Como e dalla Procura per i Minorenni di Milano nei confronti di 25 persone, di cui 21 minorenni, accusate di aver pianificato disordini e saccheggi in città tramite chat WhatsApp. Sequestrati passamontagna, tirapugni, coltelli, manganelli e riproduzioni di armi.
La Polizia di Stato ha condotto, a partire dalle prime ore di oggi, una serie di perquisizioni e accertamenti su delega della Procura della Repubblica di Como, in accordo con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. L'operazione ha riguardato 25 soggetti, tra cui 21 minorenni, ed è stata eseguita dalla D.I.G.O.S. con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Como e dei militari del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Como.
L'attività investigativa, coordinata dalla D.I.G.O.S. della Questura di Como in collaborazione con il Nucleo Informativo del Comando Provinciale Carabinieri di Como, ha permesso, attraverso approfondimenti informativi e il monitoraggio di alcune chat WhatsApp, di identificare un gruppo di persone che, secondo quanto ricostruito, avrebbe organizzato per sabato 24 ottobre iniziative volte a provocare disordini, atti vandalici e saccheggi nel capoluogo lariano.
Durante una delle perquisizioni, effettuata presso l'abitazione di un maggiorenne coinvolto, gli agenti della Digos di Como hanno rinvenuto e sequestrato un passamontagna, un tirapugni, diversi coltelli, manganelli, numerosi pugnali, un martelletto frangi vetro e varie riproduzioni di armi. Tra queste ultime figurano pistole, fucili tipo Kalashnikov e un fucile a pompa, tutte prive del tappo rosso.
Questa operazione si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto finalizzate alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, con un'attenzione particolare alle minacce di disordini annunciati per la giornata di sabato 24 ottobre. L'intervento è il risultato di un'attenta indagine avviata nei giorni scorsi, che aveva già portato all'esecuzione di tre perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti soggetti individuati tramite il monitoraggio delle chat.
Gli elementi raccolti hanno portato all'iscrizione di un procedimento penale per alcune ipotesi di reato che prevedono l'istigazione a delinquere, aggravata dall'utilizzo di strumenti informatici, in relazione al reato di devastazione e saccheggio. L'esito dell'operazione, secondo la Polizia di Stato, conferma l'importanza del tempestivo monitoraggio dei contenuti diffusi sulle piattaforme digitali e dell'attività investigativa svolta dalle Forze dell'ordine per individuare e prevenire possibili condotte illecite, a tutela della collettività.
