CRONACA Rapina in gioielleria a Como, arrestati gli ultimi due componenti della banda
Questura di ComoLa Polizia di Stato di Como ha eseguito due arresti in relazione alla rapina a mano armata avvenuta il 24 aprile 2026 in una gioielleria di via Asiago. I due uomini, un 32enne residente in Svizzera e un 25enne della provincia di Monza, sono stati condotti alla Casa Circondariale di Como.
La Polizia di Stato di Como ha arrestato due uomini, considerati gli ultimi autori della rapina a mano armata avvenuta il 24 aprile 2026 in una gioielleria di via Asiago. Gli arresti sono stati eseguiti il 25 settembre 2026, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Como.
I due arrestati sono un cittadino italiano di 32 anni, residente in Svizzera, e un altro italiano di 25 anni, residente nella provincia di Monza. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, la rapina aveva fruttato monili in oro per un valore di circa 90.000 euro.
Il colpo era stato commesso da quattro soggetti travisati, giunti sul posto a bordo di un'autovettura a noleggio. Mentre un uomo attendeva in macchina, gli altri tre erano entrati nella gioielleria armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna. I rapinatori avevano minacciato le dipendenti con la pistola e frantumato gli espositori in vetro del negozio con dei martelli, asportando numerosi monili in oro in pochi minuti.
L'intervento del 25 settembre 2026 si inserisce in un più ampio contesto investigativo che aveva già portato all'arresto degli altri tre membri della banda nei mesi di aprile e maggio del 2026. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Como, hanno permesso di individuare e raccogliere elementi a carico di tutti i partecipanti alla rapina e del suo mandante.
Nel corso delle perquisizioni successive all'arresto degli indagati, era stata rinvenuta parte della refurtiva non ancora ricettata, che è stata restituita alla gioielleria. Al termine delle formalità, i due uomini sono stati trasferiti alla Casa Circondariale di Como, in attesa della conferma in sede processuale delle evidenze raccolte durante le indagini.
